Antonio Luigi Stella Richter e Daniel Gonzalez Ochoa

Il progetto si ubica nel Barrio di Malasaña, storico quartiere di Madrid. Incastrato dalle trasformazioni urbane che dall’inizio del XX secolo hanno ridisegnato l’asse di Gran Via a sud e il quartiere di Chamberí a nord, Malasaña resta immutato con il suo impianto planimetrico compatto. Scenario della resistenza contro l’invasione napoleonica e protagonista della movida madrileña degli anni Ottanta, questo quartiere è ora riferimento del mondo studentesco. Il lotto, largo appena sei metri e lungo vent’otto, è costretto tra due edifici più alti e si affaccia sulla strada con un unico piccolo prospetto su cui aprono due sole finestre. Dopo un primo progetto di demolizione e ricostruzione, in un classico esempio di fill-in, si decide di mantenere la volumetria e l’impostazione planimetrica originaria per poter conservare distacchi e standard originali che, in caso contrario, sarebbero aumentati, rendendo tutta l’operazione non praticabile. Il complesso intervento, ha previsto una delicata operazione di completo rifacimento di solai, coperture, rinforzi strutturali, allaccio

fognario oltre che delle fondazioni con sistema di micropali. La scommessa progettuale tanto complicata quanto avvincente: trasformare un’abitazione familiare generosa, ma disordinata e oscura, in una residenza di sedici stanze con il proprio servizio e spazi comuni senza gravare strutturalmente sui muri mediani degli adiacenti fabbricati. La planimetria per la sua forma allungata e stretta rende difficile la risoluzione. La sezione diventa lo strumento con il quale lavorare, unico trait d’union capace di risolvere le tematiche principali dell’illuminazione e del riordino dell’impianto tipologico. Una serie di camini di luce scandiscono ritmicamente lo spazio, costituiscono, con i due piccoli patii esistenti, il vero e proprio sistema aero-illuminante di tutto l’edificio, funzionano come dispositivi antincendio e diventano il luogo dove, da una seduta in legno, è possibile inquadrare il cielo evocando i lavori di James Turrell.  I moduli abitativi si distribuiscono a pettine sui tre livelli adattandosi alle geometrie interne dell’edificio; si compongono, a sistema, di un bagno con sopraluce, armadi a muro, un soppalco e una scrivania fissa. In tutto l’edificio gli elementi d’arredo integrato garantiscono maggiore resistenza e più facile manutenzione. Là dove non ha potuto la progettazione architettonica è intervenuta quella del colore. A “correggere” una serie di spazi è stato chiamato a collaborare un artista madrileno, E-1000, con il quale si è pensato di sottolineare luci e ombre come contrappunti di un’unica composizione.

Testo di Luigi Stella Richter
Immagini di Emilio Gómez e
Antonio Luigi Stella Richter fornite dai progettisti