AR 119 / Architettura

Studio Amaart
Alessia Maggio, Andrea Abatecola

Il primo progetto per la Stazione di Vigna Clara venne realizzato in occasione del Campionato mondiale di calcio del 1990, ma la fermata non entrò mai in esercizio e rimase aperta per pochissimo tempo. Il progetto di restyling affidato allo studio Amaart nel 2016 ha previsto il recupero completo del vecchio corpo di fabbrica e la ricucitura della “ferita” inferta alla città per molti anni.
Il primo intento progettuale è stato quello di migliorarne la fruibilità, andando a creare un corpo di stazione con tre ingressi sia mediante un nuovo accesso su via Tuscia, sia attraverso l’ingrandimento di quello esistente su via Amoroso. L’andamento distributivo del locale viaggiatori ha, a oggi, una forma a “T” ed è reso molto più fruibile e semplice nell’individuazione dei percorsi che saranno di due tipi: uno longitudinale, che prende luogo dall’ingresso principale, e uno trasversale, che si sviluppa lungo l’asse dei due ingressi laterali. Nel progetto si mantengono le due attività commerciali sul fronte principale, il bar a sud-ovest e il negozio di arredamento a nord-ovest. I tre ingressi fra loro sono diversi come linguaggio e come intenzione di

ABDR Architetti Associati
Maria Laura Arlotti, Michele Beccu, Paolo Desideri, Filippo Raimondo

Cento giorni dedicati all’energia del futuro e alle sfide legate al cambiamento climatico. Questo il tema dell’EXPO di Astana, inaugurata il 10 giugno e conclusasi l’11 settembre 2017. Per l’occasione, l’Ambasciata italiana e l’ICE (agenzia per la promozione all’estero e l’internazionalizzazione delle imprese italiane) hanno indetto un concorso che ha visto la partecipazione e vittoria dello studio ABDR, al quale è stata commissionata la realizzazione del Padiglione Italia su incarico del Ministero degli Affari Esteri e del Ministero dello Sviluppo Economico (Mise). La struttura tubolare con legno lamellare e cartongesso, finanziata con 3,1 milioni di fondi promozionali del Mise e realizzata in 40 giorni, si estende su una superficie di circa 900 mq con un’altezza di 10 metri. I progettisti, che si sono avvalsi della collaborazione di Mew Engineering (nello specifico l’ingegner Manfroni per le strutture e l’ingegner Fontana per gli impianti), hanno voluto celebrare il genio italiano declinandolo rispetto alle tematiche dell’energia, dell’uso attento delle risorse naturali e dell’ingegneria “del bello”. Per fare questo, hanno dato vita a uno spazio ibrido in cui i confini tra interno ed esterno, tra concreto e digitale si confondono, in cui l’architettura

Antonio Luigi Stella Richter e Daniel Gonzalez Ochoa

Il progetto si ubica nel Barrio di Malasaña, storico quartiere di Madrid. Incastrato dalle trasformazioni urbane che dall’inizio del XX secolo hanno ridisegnato l’asse di Gran Via a sud e il quartiere di Chamberí a nord, Malasaña resta immutato con il suo impianto planimetrico compatto. Scenario della resistenza contro l’invasione napoleonica e protagonista della movida madrileña degli anni Ottanta, questo quartiere è ora riferimento del mondo studentesco. Il lotto, largo appena sei metri e lungo vent’otto, è costretto tra due edifici più alti e si affaccia sulla strada con un unico piccolo prospetto su cui aprono due sole finestre. Dopo un primo progetto di demolizione e ricostruzione, in un classico esempio di fill-in, si decide di mantenere la volumetria e l’impostazione planimetrica originaria per poter conservare distacchi e standard originali che, in caso contrario, sarebbero aumentati, rendendo tutta l’operazione non praticabile. Il complesso intervento, ha previsto una delicata operazione di completo rifacimento di solai, coperture, rinforzi strutturali, allaccio

SAO - Schiavello Architects Office
Francesco e Roberto Schiavello
con Santo Prestanicola e Merilia Ciconte

Il Convento di San Domenico è un complesso religioso del XV secolo d.C. che ha rivestito un ruolo di primaria importanza per Soriano Calabro, sia per il sostegno ricevuto durante i periodi di dominazione spagnola e dello Stato Pontificio, sia per l’influenza economica, culturale e sociale esercitata quando era centro amministrativo della Contea di Soriano (a partire dal 1654). È altresì un luogo di memoria storica, che porta ancora oggi su di sé i segni del terremoto abbattutosi sulla zona nel 1783 e che ne causò la parziale distruzione. Attualmente, ai resti dell’antica basilica seicentesca e del relativo chiostro si sono aggiunte nuove funzioni e sedimentazioni architettoniche, a testimonianza della mai mutata centralità del convento: oltre al Municipio e al Museo dei Marmi, dal 2016 ha qui infatti trovato posto un ulteriore polo culturale, ossia il MuTerr o Museo del Terremoto, progettato dallo studio SAO - Schiavello Architects Office. Con questo intervento sovvenzionato dalle autorità locali è stato possibile riportare alla luce una porzione ipogea del Convento - l’ala sud-ovest - sino a quel momento nascosta e dunque inutilizzata, per documentare attraverso un intreccio di più letterature - il racconto architettonico, storico e antropologico - i fenomeni sismici