Studio Transit
Gianni Ascarelli, Alessandro Pistolesi, Manuela de Micheli,
Sergio Vinci, Roberto BecchettI

La nuova sede dell’Atac si inserisce nel complesso direzionale Europarco nel quartiere EUR di Roma. Di esso costituisce il confine ovest lungo viale Giorgio Ribotta, dividendo la strada dalla piazza pedonale interna al complesso. L’edificio, apparentemente semplice, è il risultato della giustapposizione di diverse tecnologie costruttive, che gli conferiscono una dinamicità volumetrica e formale che ben rappresenta l’alternanza e la complessità del movimento nella città contemporanea. L’intervento occupa una superficie di circa 2.400 mq e si sviluppa su complessivi 11 piani, di cui dieci sono destinati a uffici e l’undicesimo interamente a locali tecnici. L’edificio è stato concepito come giustapposizione di blocchi volumetrici regolari il cui rapporto viene misurato e calibrato grazie all’uso di diverse tipologie di facciata. Sono riconoscibili essenzialmente quattro elementi compositivi. Il corpo principale è caratterizzato da una successione di elementi orizzontali a fascia bianchi intervallati da finestre a nastro continue, sensibilmente arretrate rispetto al filo di facciata con l’obiettivo di accentuare l’effetto volumetrico delle fasce. Al di sopra di questo corpo è posto un elemento vetrato a ponte, che in corrispondenza del lato nord scende sino a terra realizzando un volume a “L” che avvolge e incornicia il corpo principale. La facciata a cellule completamente vetrata del “ponte” è scandita verticalmente da un brise-soleil metallico di colore nero, che va a creare sulla superficie vetrata un effetto vibrato accentuato dei giochi di luce e ombre che variano durante le ore del giorno. Un terzo elemento compositivo è il corpo prospiciente la piazza pedonale sul lato nord. Esso è realizzato in doppia pelle, con una facciata a cellule vetrata a cui è stata anteposta una superficie in pannelli di lamiera stirata in alluminio naturale che involucrano gli spazi delle sale meeting, delle sale formazione e, al piano terra, la mensa. Un quarto elemento costituisce lo sfondo, lo “scuro” dell’intero edificio e il “legante” dei tre blocchi principali. Sono le parti di facciata più arretrate, volutamente risolte con una facciata a cellule in vetro scuro, che sovrastano il passaggio che connette viale Giorgio Ribotta alla piazza pedonale, passaggio evidenziato sulla piazza stessa da un portale in alucobond bianco che si stacca dall’edificio per creare un dialogo più diretto con la piazza. L’edificio nel suo complesso è stato concepito come una composizione in “bianco e nero” che, caratterizzata da forti contrasti di colore e luce, denuncia il suo forte carattere volumetrico.

Immagini di Francesco Pinto fornite da Studio Transit

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