LINEE GUIDA PER IL PROGETTO DELLO SPAZIO PUBBLICO DI MANTOVA E SABBIONETA


di Paola Eugenia Falini
Ordinario di Urbanistica, Sapienza Università di Roma, Consulente scientifico del sito UNESCO “Mantova e Sabbioneta”, Direttore scientifico delle Linee Guida
e Patrizia Pulcini
Architetto, Specialista in Progettazione del Paesaggio, Coordinatore progettuale delle Linee Guida
*Call Tematica

Una fase di nuova sperimentazione sta interessando la progettazione dello spazio pubblico nel corso degli ultimi anni. Una fase nella quale i principi e le metodologie messe a fuoco negli anni precedenti hanno trovato importanti conferme ed approfondimenti ma in cui si sono fatte strada anche necessità di riconsiderazione generale delle pratiche precedentemente attivate con contributi di innovazione rilevante su gran parte dei temi coinvolti. In questo quadro di nuove formulazioni si evidenzia il riconoscimento crescentemente accordato allo spazio pubblico quale fattore qualificante la città ed insieme al suo ruolo determinante nei processi di rigenerazione urbana. Incentrata sulla nozione di spazio urbano come bene pubblico e al contempo come struttura relazionale primaria

(fisico-ambientale, storico-culturale, sociale, politica ed economica) questa nuova fase vede l’essenzialità di una programmazione strategica unitaria che allarghi lo sguardo del progetto dalla dimensione puntuale del singolo intervento alla scala dell’intera città esistente1. In questo processo evolutivo vengono a porsi in forma specifica le Linee Guida per il progetto dello spazio pubblico di Mantova e Sabbioneta2 predisposte dall’Ufficio Unesco in attuazione del Piano di Gestione del loro sito, redatto in occasione della candidatura per l’iscrizione nella Lista del Patrimonio Mondiale. Mirato a garantirne l’integrità e l’autenticità nel tempo, questo Piano ha infatti evidenziato l’importanza di rafforzare i diversi strumenti di disciplina esistenti ed ha posto in primo piano la necessità di redigere apposite Linee Guida per lo spazio pubblico, di indirizzo metodologico unitario per la programmazione e progettazione degli interventi e di riferimento anche per i possibili aggiornamenti/integrazioni delle regolamentazioni attualmente in vigore. Nella consapevolezza che il progetto dello spazio pubblico urbano non può che essere un progetto di sistema integrato e condiviso, queste Linee Guida sono state concepite anche quale buona pratica per la predisposizione e la concertazione di tavoli e processi partecipativi a garanzia del coinvolgimento pubblico nella conoscenza e nelle scelte operative. Organizzate come strumenti didattico-formativi e dialogico-comunicativi oltre che tecnico-operativi, esse si sono delineate come il principale dispositivo per la definizione condivisa delle scelte di intervento nella progettazione dello spazio pubblico delle due città ed al tempo stesso per il loro controllo e la loro verifica.

Alla luce delle finalità previste queste Linee Guida hanno assunto una specifica struttura articolata in tre parti distinte, che restituiscono gli esiti delle rispettive fasi elaborative. La prima parte, in particolare, restituisce le elaborazioni di base con la presentazione, oltre che del catalogo unico appositamente realizzato della documentazione disponibile e della cartografia dedicata, anche del rilievo fotografico per la prima volta condotto degli spazi aperti delle due città, con la compilazione di schede uniformate (230 per Mantova e 36 per Sabbioneta) secondo un modello di lettura dello spazio pubblico appositamente predisposto.La seconda parte restituisce la costruzione effettuata del quadro conoscitivo e valutativo degli spazi pubblici urbani delle due città, della loro storia, dei loro caratteri, del loro relativo stato d’integrità e delle conseguenti esigenze d’intervento, predisponendo a tal fine specifiche elaborazioni di analisi e di sintesi critica che per la loro funzione di supporto conoscitivo e di orientamento alle scelte propositive sono state ritenute essenziali per la costruzione delle Linee Guida e quindi sono state inserite come parte integrante del documento finale.

Queste elaborazioni hanno infatti permesso di identificare i sistemi degli spazi pubblici connotativi delle due città ed il complesso dei loro caratteri distintivi, rispettivamente riconducibili, nel caso di Mantova, al suo sistema urbano d’acqua ereditato, e nel caso di Sabbioneta alla sua immagine di isola fortificata nella pianura di bonifica, entrambi ancora leggibili nelle loro componenti identitarie fondamentali, di struttura e di durata.  In entrambi i casi, il quadro emergente è quello della presenza di una pluralità di beni patrimoniali, storico-culturali e archeologici, paesistico-ambientali e simbolico-percettivi, non solo da sottoporre ad attente misure di restauro e di manutenzione ma anche da considerare quali risorse identitarie in grado di svolgere un ruolo strategico per il consolidamento e la valorizzazione dell’intero spazio pubblico ereditato.

Accanto a queste qualità rilevanti e diffuse ed a una condizione di conservazione sostanzialmente buona, queste analisi hanno però fatto rilevare anche alcune situazioni critiche relative proprio ad alcuni dei caratteri identitari delle due città, rispettivamente riconducibili, nel caso di Mantova, all’alterazione intervenuta nel rapporto storico della città con l’acqua (Canale Rio, Cinta e Fossa magistrale) e nel caso di Sabbioneta, all’alterazione dell’immagine storica degli spalti e fortificazioni esterni ed all’impaludamento progressivo del suo fossato. In entrambi i casi, inoltre, esse hanno anche fatto evidenziare la presenza di funzioni (occupazioni di suolo pubblico, parcheggi e aree sosta) in contrasto o incompatibili con i valori storico-morfologici, identitari e simbolico-percettivi dei luoghi, spesso anche non adeguatamente configurati. A questo si accompagna spesso l’eterogeneità dei tipi e dei materiali dei diversi elementi componenti che altera la leggibilità della struttura propria dei luoghi e delle loro relazioni con il sistema degli spazi pubblici di appartenenza.

Alla luce di queste considerazioni, è maturata l’ultima fase del programma di lavoro, che ha affrontato la definizione del quadro progettuale, ovvero delle linee d’azione proposte, con l’identificazione degli ambiti di intervento e dei relativi obiettivi da perseguirsi (Carta degli Obiettivi/Schema Direttore), in linea con la Convenzione Europea del Paesaggio così come con le finalità ed i contenuti metodologici della nuova Raccomandazione Unesco sul Paesaggio Urbano Storico del 2011.

In particolare, è emersa in questa fase la necessità di articolare i suddetti ambiti di intervento per Componenti Guida, ovvero per i singoli elementi riconosciuti come strutturanti lo spazio pubblico di scala urbana e/o di quartiere e per Ambiti Guida, ovvero per le parti di città di loro pertinenza e che come tali richiedono un progetto urbano unitario del loro spazio pubblico. È stato sempre in questa fase che, a supporto di questa progettazione unitaria, sono state elaborate per tutte le Componenti Guida delle schede con la descrizione ed identificazione delle esigenze di progetto/intervento, l’elencazione dei vincoli esistenti e la definizione degli obiettivi prestazionali specifici. Per gli Ambiti Guida sono state elaborate delle schede con la descrizione delle diverse componenti guida interessate, dei caratteri storico-tipologici, morfologici, funzionali, paesistico ambientali, simbolico-percettivi dei loro luoghi, dei materiali e degli arredi presenti, delle criticità e delle trasformazioni in atto o previste nonché degli obiettivi specifici da perseguire.      Al fine di guidare la progettazione degli interventi sono stati inoltre predisposti appositi Progetti Guida che esemplificano le soluzioni proposte in ordine agli obiettivi indicati e che sono da assumere quale modello per l’intero Ambito Guida di pertinenza.

Immagini fornite da  Ufficio UNESCO Mantova e Sabbioneta


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