L’immaginario di New York è da sempre legato ad una elevatissima concentrazione e densità di persone, affari, scambi, eventi, architetture che ne hanno fatto la quintessenza della condizione metropolitana e di un paradigma per lo sfruttamento della congestione.La storia urbanistica di New York ha visto fin dalla sua origine una relazione controversa e complementare tra metropoli e natura: se da una parte la griglia di Manhattan dimostra la propria indifferenza alla topografia esistente e alla natura, ponendo le basi per la straordinaria densità newyorkese, Central Park e Coney Island sono gli spazi necessari

a compensare il bisogno di natura e di svago che un contesto iper-denso genera nei suoi abitanti. Dopo l’istituzione a metà dell’Ottocento di Central Park e di Coney Island come riserve di natura a portata di mano dei newyorkesi, poche sono state le occasioni per dotare la metropoli di nuovi spazi aperti pubblici.Con la progressiva dismissione di infrastrutture diventate obsolete e con un cambiamento culturale globale a favore di stili di vita più sostenibili da un punto di vista sociale e ambientale, New York ha saputo negli ultimi dieci anni recuperare, ritagliare e reinventare il proprio spazio pubblico.  All’interno di un processo di ripensamento e di rigenerazione degli spazi urbani, due sono state le iniziative che hanno consolidato questo percorso: da una parte il successo e la risonanza a livello mediatico dell’High Line inaugurata nel 2009, dall’altra la predisposizione dell’amministrazione Bloomberg del piano PlaNYC per ripensare la sfera pubblica di New York a partire dal 2007. Questi due differenti momenti rappresentano anche due diversi modi di costruire lo spazio pubblico della città: iniziativa promossa dalla cittadinanza la prima, disegno voluto dall’amministrazione Bloomberg il secondo. La High Line, in funzione dal 1930 al 1960 come linea di approvvigionamento di merci per magazzini e negozi, venne completamente abbandonata nel 1980 e in parte demolita. Alla proposta di abbattimento del sindaco Giuliani alla fine degli anni Novanta, si istituì il comitato “Friends of the High Line” con la promozione di proposte per la sua trasformazione in parco. Tale iniziativa trovò il supporto del sindaco entrante - Bloomberg, per l’appunto - che appoggiò la progettazione e la realizzazione del parco lineare fino all’apertura completa in tre diverse fasi: un evento catalizzatore di un rinnovato interesse pubblico per la pianificazione urbana e per l’architettura dopo l’11 settembre. Contestualmente alla realizzazione del primo tratto della High Line inaugurato nel 2009, l’amministrazione ha promosso a partire dal 2007 un piano a lungo termine per una città più verde e vivibile, “PlaNYC. A greener, greater New York”. Grazie alla collaborazione dello studio danese Gehl, è iniziata una fase di sperimentazione di usi temporanei dello spazio pubblico che ha permesso di rendere le strade più accessibili per pedoni e ciclisti, per chi volesse sedersi, rilassarsi e contemplare la città. Le azioni promosse per incrementare la qualità dello spazio urbano hanno l’obiettivo di permettere all’economia urbana di crescere e di trattenere residenti in città, riducendo lo sprawl urbano e l’inquinamento da esso indotto. Tre progetti tra numerosi altri dimostrano il cambiamento che ha interessato lo spazio pubblico newyorkese: l’Hudson River Park, Governors Island Park e la pedonalizzazione di Time Square.

Pedonalizzazione di Times Square, 2010-2016
Snøhetta

Tra i progetti più significativi da un punto di vista simbolico e strategico del cambiamento in atto a New York troviamo la chiusura al traffico di Times Square e la sua pedonalizzazione.  La realizzazione del progetto di Snøhetta è il risultato finale di un processo di studio e sperimentazione iniziato nel 2007 dall’allora sindaco di New York con la collaborazione dello studio danese Gehl. Obiettivo del Dipartimento dei Trasporti della città è stato quello di ridurre il traffico e incrementare l’uso della bicicletta, la pedonabilità e la vita nello spazio pubblico.  La ricerca condotta dallo studio Gehl ha misurato come le persone sfruttino lo spazio urbano e la relazione tra ambiente costruito e qualità di vita. Il risultato emerso ha evidenziato la scarsissima presenza di luoghi dove sedersi, riposarsi, incontrarsi e interagire: a Times Square, il 90% dello spazio era occupato da automobili mentre solo il 10% dalle persone, sebbene il 90% dei presenti fosse un pedone. Obiettivo prioritario del progetto è stato quello di invertire questa equazione. Per osservare la reazione dei cittadini a un possibile cambiamento delle loro abitudini urbane, sono stati promossi una serie di interventi rapidi e di grande impatto visivo e sociale: luoghi cruciali come Times Square, Broadway o Herald Square sono stati chiusi al traffico e allestiti con arredi temporanei. La risposta dei newyorkesi, coinvolti attivamente nel progetto e partecipi nel voler migliorare il loro spazio di vita, è stata immediatamente positiva. Il successo delle iniziative ha dimostrato l’apertura dei newyorkesi al cambiamento, permettendo di passare da progetti temporanei a permanenti, come quello di Snøhetta per Times Square. Il progetto ha interessato il tratto della Broadway dalla 43° alla 47° strada, in corrispondenza dell’incrocio con la 7°, originando due piazze pedonali simmetriche che sottolineano l’incrocio superando il flusso dei veicoli. L’intervento ridefinisce lo spazio con gesti semplici ed efficaci sulla pavimentazione, le sedute e dispositivi per una nuova percezione del luogo.  La pavimentazione in lastre di cemento prefabbricato con due diverse finiture ricalca e sottolinea l’orientamento originario della Broadway. Lunghe panche in granito dalla sezione variabile assicurano una molteplicità di usi per chi vuole sedersi, appoggiarsi, coricarsi. A nord, la piazza si chiude con una scalinata, palco privilegiato per osservarne l’estensione e il fermento vivace.  La nuova Times Square introduce un paradigma poco diffuso prima di oggi nella città americana, dove l’intersezione tra due strade smette di essere un incrocio e diventa una piazza. Il fermento progettuale per lo spazio pubblico a New York sembra essere una risposta forte ed efficace alla paura dopo l’attentato delle Torri Gemelle, dove l’unica alternativa possibile alla violenza e al fondamentalismo è condivisione e costruzione di città.

Immagini fornite da Snøhetta

Governors Island Park e masterplan per lo spazio pubblico dell’isola, 2007-2016
West 8

Governors Island è un’isola di circa 70 ettari a poche centinaia di metri dalla punta meridionale di Manhattan e ancora più vicina alla costa di Brooklyn. Destinata all’uso esclusivo dei governatori all’epoca della dominazione britannica, nei decenni successivi fu presidio dell’esercito americano prima e insediamento della guardia costiera fino al 1996, quando tornò ad essere di proprietà della città di New York.Da allora si sono susseguiti iniziative e concorsi per restituire Governors Island all’uso dei cittadini. Nel 2006, il masterplan proposto da West 8 ha previsto una profonda trasformazione dell’isola, ridisegnandone metà della superficie. Il futuro assetto dell’isola immaginato da West 8 deriva da uno studio attento delle condizioni del sito in ogni stagione e dei comportamenti dei suoi fruitori con l’obiettivo di sottolineare l’unicità intrinseca del luogo: un lembo di terra circondato dall’acqua con una vista privilegiata su Manhattan e sulla statua della Libertà.  Il progetto riguarda il distretto militare storico, il disegno di un nuovo parco e spazi pubblici e una passeggiata di 3,5 km lungo il perimetro dell’isola, la cui realizzazione è stata programmata in due differenti fasi, la prima completata nel 2013, la seconda nel 2016. La prima fase ha interessato numerose aree pubbliche e punti del parco connessi da un percorso ciclabile sinuoso e articolato: Liggett Terrace, una grande piazza con vegetazione stagionale, sedute, chioschi e un fitto labirinto di siepi; Hammock Grove, una terrazza di 4 ettari punteggiata da 1.500 alberi, aree per il gioco e 50 amache sospese; Play Lawn, 5 ettari per il gioco e il relax con campi da golf, softball e baseball. Oltre a questi tre spazi, il progetto ha migliorato gli attracchi dei traghetti con nuovi servizi e aree di attesa, un nuovo sistema di illuminazione e di segnaletica per il distretto storico.  La seconda fase ha riguardato la realizzazione di quattro colline tematizzate capaci di offrire un’esperienza panoramica straordinaria sull’intera baia: la più bassa, Grassy Hill, è un pendio erboso su cui distendersi, rilassarsi e godersi lo skyline di Manhattan; Slide Hill, alta 11 metri, è solcata da numerosi scivoli integrati nella superficie; Discovery Hill è concepita per la contemplazione e ospita una scultura dell’artista Rachel Whiteread; Outlook Hill, con i suoi 21 metri di altezza, permette uno scorcio unico su New York. Merito del progetto di Governors Island è quello di aver individuato e sottolineato l’unicità sopita di questo luogo: la natura, il sistema di percorsi e le colline sono la cornice e l’infrastruttura per poter godere di un panorama mai uguale.

Immagini fornite da West 8

Hudson River Park, 1997 - in corso
Mathews Nielsen Landscape Architects
Lungo la riva occidentale di Manhattan, a partire da Battery Park all’estremità meridionale fino all’area di Clinton a nord, i moli per lungo tempo monopolizzati dall’industria navale e dalle attività commerciali sono stati e continuano ad essere progressivamente trasformati in un parco lineare lungo, ad oggi, 8 km.I percorsi ciclabili e pedonali fanno da spina dorsale al sistema di moli perpendicolari che accolgono un programma ricco e straordinariamente diversificato. Secondo per estensione a Central Park, l’Hudson River Park con il suo sviluppo lineare interseca numerosi quartieri con densità, tipi edilizi e vocazioni diversi, prestandosi così a un disegno eterogeneo e diversificato. Il progetto, parte di un più vasto programma di riqualificazione dei waterfront di New York, è iniziato a fine anni Novanta in corrispondenza del Greenwich Village e attualmente alcune aree sono ancora in fase di completamento.  Commissionato e finanziato dalla municipalità di New York, il disegno generale del parco è stato affidato allo studio Mathews Nielsen Landscape Architects, mentre per la progettazione dei moli sono stati coinvolti numerosi architetti, paesaggisti e artisti contemporanei.Il successo dell’Hudson River Park sta nell’ottimale distribuzione dei suoi spazi e delle sue attività: contrariamente a quanto avviene per Central Park, il suo sviluppo lineare lo rende facilmente raggiungibile da tutti i quartieri confinanti e sicuro poiché completamente accessibile e permeabile.  Gli 8 km di parco ospitano una molteplicità straordinaria di attività sportive e ricreative in grado in rispondere alle esigenze di un pubblico metropolitano eterogeneo e variegato: campi da baseball, basketball, beach volley, golf, pattinaggio sul ghiaccio, skatepark, aree riservate per i cani, giostre per i bambini, attracchi per barche da diporto e kayak. Tra le molteplici tappe all’interno del parco, alcune segnano in maniera inequivocabile il percorso: in corrispondenza di Greenwich Village, il Pier 40 è occupato da una vasta area commerciale e sportiva che fornisce la maggior parte dei fondi necessari a supportare i bilanci del parco; Chelsea Cove è stata realizzata su progetto dello studio Michael Van Valkenburgh Associates e include uno skate park, una giostra con animali e un giardino di pietra dell’artista Meg Webster. In prossimità del Pier 66, l’area piantumata spontaneamente è opera di Miceli Kulik Williams e Richard Dattner.

Il catalogo delle infinite possibilità della megalopoli si rispecchia nella molteplicità di scelte ricreative dell’Hudson River Park, una nuova Coney Island in versione contemporanea.


AR 118