Ripensare le politiche per la mobilità è oggi più che mai una necessità evidente, un nodo cruciale per lo sviluppo delle nostre città in un’ottica di recupero di qualità della vita, di riappropriazione di spazi urbani, di ottimizzazione dei tempi di percorrenza all’interno delle complesse realtà urbane e metropolitane. Una visione che sappia tenere insieme mobilità e crescita urbana è l’unica in grado di garantire un futuro sostenibile alle città, che vanno ripensate tenendo in considerazione le esigenze di spostamento della popolazione e offrendo infrastrutture di mobilità e trasporto pubblico capaci di rispondere alla domanda. In questa direzione si muove Parigi con il progetto Le Grand Paris, fondato su una grande infrastrutturazione di trasporto pubblico come motore di sviluppo urbano, così come le città che si stanno dotando dei PUMS (Piani Urbani della Mobilità Sostenibile): affronteremo queste tematiche attraverso le parole di professionisti che se ne stanno occupando in prima persona, offrendo così esempi di come si stia evolvendo la pianificazione della mobilità e di possibili risvolti concreti di questa evoluzione, anche attraverso forme di mobilità “alternative”, come quelle su fune, che potrebbero costituire un futuro per Roma ma che rappresentano realtà già consolidate in altri contesti urbani. La riflessione sulla mobilità non può prescindere dall’attenzione per la qualità dei luoghi che, muovendosi, le persone attraversano: stazioni, metropolitane, parcheggi, ponti, possono diventare elementi di riqualificazione, di ricucitura e (ri)connessione urbana e, attraverso l’architettura, emanciparsi dalla categoria di “non luoghi” e sottrarsi a un destino di omologazione. Scala urbana e scala umana, sensibilità al contesto, organicità del disegno sono alcuni degli aspetti che caratterizzano gli esempi di architetture per la mobilità che presentiamo, come un ventaglio di soluzioni di qualità e di risposte capaci di leggere la complessità delle tematiche urbane.

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