È ormai da molto tempo che non si parla di “visione urbana”. In un ritrovato compito l’OAR promuove il progetto come quadro concettuale per la selezione di scelte contingenti l’emergenza quotidiana, che deve avvenire attraverso il coinvolgimento di tutti i soggetti che hanno interessi sulla città. Ancora una volta abbiamo deciso di tornare a parlare e ad affrontare un percorso costruttivo al fine di favorire la buona programmazione; contributo primario per la qualità delle nostre città. Tornare a parlare di città, significa costruire l’agenda futura della nostra città e significa anche tornare ad occuparsi delle criticità che i cittadini vivono nella loro vita quotidiana. Da diverso tempo l’Ordine degli Architetti, attraverso il lavoro di studio e indagine dei dipartimenti e dei gruppi di lavoro, sta portando avanti un’attenta analisi legata alla sfida del futuro della nostra città e al ruolo che l’architetto dovrebbe ricoprire per migliorarne sensibilmente le condizioni critiche. I dati a nostra disposizione stimano che, dal 2015 al 2025, la popolazione delle aree urbanizzate del mondo, crescerà di 65 milioni di abitanti l’anno. Non solo le dinamiche che derivano dalla globalizzazione e dalla finanziarizzazione dell’economia hanno, da tempo, modificato lo scenario dello sviluppo, ma digitalizzazione, cambiamento climatico e inquinamento, questione energetica e polarizzazione sociale stanno delineando nuove dinamiche di trasformazione che vedono le città cuore del cambiamento e dove l’aspetto della mobilità non è di certo in secondo piano. L’Agenda Urbana delle città europee individua degli obiettivi prioritari ai quali gli architetti, con una progettazione di qualità, possono contribuire: rigenerazione, sostenibilità, riduzione dell’uso di suolo e maggior rispetto dell’ambiente, approcci innovativi legati alle smart city. Tutti aspetti che si legano visceralmente e funzionalmente alla condizione di mobilità urbana. Roma vanta purtroppo un triste primato in merito a questo fondamentale servizio: spesso congestionata, troppo trafficata, con elevati tassi di motorizzazione, soggetta a blocchi del traffico per ricondurre i livelli di inquinamento, per nulla predisposta agli spostamenti a piedi e/o in bicicletta, piste ciclabili inesistenti, percorsi ciclo-pedonali inadatti, trasporti pubblici non adeguati, servizio taxi alquanto discutibile, cittadini non abituati al rispetto del servizio pubblico, e potrei continuare a lungo la lista. La mancanza di un approccio integrato tra politiche urbanistiche e dei trasporti ha decretato la supremazia quasi indiscussa dell’autovettura privata. A questo punto è inevitabile rivolgersi agli strumenti della pianificazione e delle politiche urbane, fondamentali per poter attivare una nuova era di mobilità urbana. Non possiamo nascondere il bisogno impellente di una mobilità che sia più sostenibile, efficiente, efficace e diversificata, attraverso l’implementazione del trasporto pubblico, strategie attuative di mobilità dolce, mobilità integrata, maggiore accessibilità. Abbiamo bisogno di pensare ad un progetto, ad un modello di progettazione allargata e condivisa dall’Amministrazione comunale e dalle società predisposte alla regolamentazione del servizio pubblico, abbiamo bisogno di condividere il progetto con diverse professionalità, sullo stesso piano: l’architetto, l’ingegnere, il tecnico, l’archeologo, il funzionario amministrativo. È necessaria una grande azione corale, di rinascita, in grado di favorire l’economia della nostra città, ridurre i tassi di inquinamento e promuovere la sostenibilità, un approccio al tessuto urbano differente per i cittadini e per tutti coloro che regolarmente si interfacciano con la Capitale (i turisti, i pendolari) attraverso mezzi di trasporto più sicuri e più sostenibili. Penso alle periferie; solo attraverso connessioni efficienti si potranno recuperare anche le aree dei quartieri più esterni. Senza un sistema di mobilità integrata la periferia urbana diventa sempre di più una periferia che alimenta le criticità sociali. Puntare ad un sistema di mobilità delle metropolitane alternativo che, anziché essere solo diretto verso il centro, colleghi radialmente le parti esterne della città, peraltro le più popolate. È importante cercare soluzioni ai problemi della mobilità che da anni interessano la città, a partire dal progetto di completamento della cintura Nord dell’Anello Ferroviario di Roma, importante nodo di scambio metropolitano, che metterebbe in collegamento aree fortemente sconnesse della città innescando un processo di trasformazione urbana. Auspicabile è poi il potenziamento non solo della linea ferroviaria ma anche di un sistema integrato di tram e metropolitana, fondamentale per andare a soddisfare le esigenze di mobilità. È perciò necessario ripensare alla mobilità in modo da affrontare le trasformazioni che la città subirà da qui ai prossimi anni, quindi non solo consolidando ciò che già esiste (che vorrebbe dire spostare il problema di qualche anno), ma pensando a soluzioni alternative, visioni di mobilità che prendano in considerazione funivie urbane, sistemi di navigazione fluviale, sistemi integrati di trasporto pubblico per una città sempre più sostenibile. Bisogna inoltre non rinunciare a nuove linee di metropolitana e sperimentare una metro per Roma che tenga in considerazione le peculiarità di una città stratificata, attraverso la sperimentazione di un sistema di gallerie più grandi e più profonde rispetto agli standard odierni, in modo da porre i collegamenti al di sotto dello strato archeologico, e pensando anche ad una connessione tra gli ambiti archeologico, ingegneristico e architettonico, così da garantire un’elevata qualità urbana e trovando così soluzioni intelligenti rispetto ai restrittivi problemi legati ai vincoli. Ben vengano quindi tutte quelle soluzioni legate anche all’elettromobilità, favorire la diffusione di nuove forme di mobilità: bike sharing, car sharing o car pooling. Una nuova Roma, una città più pulita, un traffico scorrevole, un trasporto urbano più intelligente, accessibile e sicuro. Il tema della mobilità urbana risulta essere uno dei temi cruciali per lo sviluppo della nostra città. Abbiamo la necessità, forte, di una mobilità intelligente.

Alessandro Ridolfi

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