AR 116 / Architettura

La nuova stazione ferroviaria di Roma Tiburtina, concepita per essere una delle fermate dell’Alta Velocità e scalo ferroviario di rilievo regionale e nazionale, ha innescato un ampio processo di trasformazione del quadrante est di Roma con la razionalizzazione e il miglioramento della viabilità locale, il potenziamento dei servizi esistenti e interventi di riqualificazione urbana previsti nel prossimo futuro. Disposta perpendicolarmente sopra ai binari, la stazione dell’Alta Velocità connette due parti di Roma prima divise, diventando centralità e “luogo urbano”. Il sedime del progetto dei 5+1AA per la nuova sede direzionale della BNL - BNP Paribas, a est dello scalo, fiancheggia i binari e si accosta alla stecca sopraelevata della stazione Tiburtina con un angolo di 30 gradi, diventando parte della trasformazione in atto e determinante nel contribuire al carattere e all’identità dell’area. Geometria e topografia del sito hanno pertanto suggerito il progetto di un edificio capace di instaurare un dialogo urbano e territoriale con il contesto, relazionandosi con le due differenti parti di città su cui affaccia un Giano Bifronte rivolto a sud-ovest verso il grande vuoto urbano dello scalo ferroviario, a nord-est verso la trama minuta e frammentata del quartiere Pietralata. Il principio di Giano Bifronte si traduce in una facciata ora dinamica, riflettente e dissolvente laddove la percezione è prevalentemente dinamica e mutevole dai treni in movimento, ora statica, trasparente e materica laddove la percezione è lenta.
Tra i rilievi dolci e arrotondati della Picardie, area rurale a nord di Parigi, trent’anni di ricerche e di scavi hanno fatto emergere le vestigia di un importante insediamento gallo-romano in corrispondenza di Vendeuil-Caply. Il teatro emerso dagli scavi è la testimonianza tangibile di un abitato che originariamente doveva includere piazze, terme e aree di culto. Nei 130 ettari del sito archeologico sono stati ritrovati numerosi oggetti: monete, vasellame, attrezzature, oggetti di culto che attestano la presenza di una vita quotidiana intensa e ricca.
Il progetto di Petreschi Architects per la Banca Centrale di Albania a Tirana è concepito come ampliamento della precedente sede, disegnata e realizzata alla fine degli anni Trenta da Vittorio Ballio Morpurgo, architetto di formazione romana. Emerge dall’opera di Morpurgo il desiderio di riconnettersi alla tradizione classica e al passato pur attraverso una stilizzazione della monumentalità celebrativa e un’espressione di stampo razionalista. L’obiettivo di porsi in continuità con le opere del passato, attualizzandole e rendendole adatte al proprio tempo
Tra il Tevere e Città del Vaticano a Roma si estendono gli isolati ottocenteschi densi e compatti del quartiere Prati. La volumetria originaria degli edifici si è arricchita negli anni di superfetazioni e addizioni: coperture praticabili trasformate in terrazze, verande vetrate, attici abusivi funzionali agli usi privati. Il Beldes Hotel occupa una palazzina di via degli Scipioni di tre piani fuori terra, di cui il secondo e ultimo livello occupato parzialmente da una veranda allestita per sfruttare la superficie di un’ampia terrazza. L’applicazione del Piano Casa, in virtù della legge Regionale 21/09, ha reso possibile l’autorizzazione e la realizzazione di un ampliamento di 188 mq con la chiusura della terrazza e la costruzione di un attico vetrato in copertura. Ogni intervento architettonico nel centro di Roma risponde all’implicito quesito se assecondare la tradizione