Il complesso scolastico Don Filippo Rinaldi si trova all’estremità sud-orientale di Roma, in una parte di città compresa tra il tessuto urbano denso e compatto di via Tuscolana e Cinecittà e il parco dell’acquedotto. Insieme ad altri servizi allineati su via Lemonia, la scuola contribuisce a definire una fascia di filtro tra città e parco. 

l rapporto imprescindibile con la natura diventa una delle caratteristiche che guidano e indirizzano le scelte di progetto, con l’obiettivo di stimolare l’individualità e la sensibilità dei bambini nella prima formazione educativa e scolastica. Tale rapporto si concretizza in una forte sinergia tra spazi interni ed esterni, tra paesaggio e costruito con il fine di indirizzare l’educazione verso la conoscenza e il rispetto dell’ambiente naturale. 

L’edificio scolastico si sviluppa su un unico livello in due padiglioni uniti dall’atrio d’ingresso: all’interno il volume si divide in 10 aule, un refettorio, uno spazio per l’interciclo, servizi accessori e spazi di connessione e d’incontro. Le differenti attività contenute all’interno dell’edificio si differenziano per forma e materiali utilizzati: l’atrio-ingresso con struttura metallica e pareti trasparenti, le unità funzionali relative al primo e al secondo ciclo di insegnamento con struttura in legno lamellare e pareti rivestite in travertino, gli ambienti dell’interciclo e del refettorio con alcune volumetrie trasparenti aggettanti rispetto alla sagoma del fabbricato.

I materiali e le forme del parco in cui l’edificio si inserisce sono evocati nel progetto dall’utilizzo di legno lamellare per gli elementi strutturali: i pilastri e le travi lasciati a vista sia all’interno che all’esterno sostengono un ampio pergolato con aggetti variabili in corrispondenza dei differenti spazi interni. 

Oltre a richiamare il paesaggio naturale circostante, il pergolato che circonda con profondità diverse l’intero edificio svolge un’attività bioclimatica sia durante la stagione estiva che invernale. In estate le piante rampicanti caduche collocate in copertura schermano gli interni dai raggi solari, in inverno, con la caduta delle foglie, la luce penetra all’interno contribuendo a illuminare e riscaldare le aule. 

Le pareti esterne sono parcellizzate in piccoli moduli, dove la parte opaca è rivestita in pannelli di travertino, riferimento e omaggio all’architettura romana, e la parte trasparente da vetrate che riflettono l’area circostante. Ai moduli opachi si alternano quelli trasparenti rientranti rispetto al filo di facciata: l’alternanza di pieni e vuoti a differenti profondità donano tridimensionalità alla facciata e originano nicchie e rientranze ad uso dei piccoli utenti della scuola. 

Gli spazi scolastici, oltre a contenere attività e alunni, assolvono silenziosamente a un compito fondamentale nello sviluppo di ogni persona, quello di educare alla qualità dello spazio e insieme alla qualità di vita che esso sarà in grado di accogliere. 

Immagini courtesy Simona Ruggeri