A un anno dall’annuncio della sede prescelta dal Comitato Internazionale Olimpico per i Giochi Olimpici del 2024, il presidente del comitato promotore Luca Cordero di Montezemolo fa il punto sulla candidatura della Capitale e spiega perché è un’opportunità da non perdere. «Il nostro obiettivo - dice - è pensare, con tutte le forze in campo, allo sviluppo della città e alla sua necessaria riqualificazione. Roma ne ha urgente bisogno e la sfida delle Olimpiadi è una straordinaria occasione anche sotto questo punto di vista».

Presidente Montezemolo, in molti vedono nella candidatura di Roma alle Olimpiadi 2024 una possibilità di riscatto per la città, dopo anni difficili. È d’accordo?

Come potrei non esserlo? Dopo anni di crisi abbiamo la possibilità di dare nuova linfa e slancio alla città e alla sua economia. Roma ha urgente bisogno di trovare una nuova possibilità di sviluppo, che la tiri fuori da quel sottile avvitamento che si respira in città. Serve una sferzata di ottimismo tale da risollevarla e aiutarla a modernizzarsi in modo sostenibile e accessibile. Senza contare che dobbiamo restituire una vision alla Capitale, decidere insomma quello che vorremmo fosse il suo futuro, e dobbiamo farlo oggi. Alcuni studi stimano nei prossimi 15 anni un aumento del flusso turistico di circa 800 milioni di persone. Bene, dobbiamo essere in partita, fare in modo che questo grandissimo flusso arrivi anche in Italia. Se solo si pensa che gli ultimi giochi di cui abbiamo dati disponibili, Londra 2012, sono stati visti in televisione da oltre 4 miliardi di telespettatori, si può ben intendere che le Olimpiadi sono davvero un’importante vetrina internazionale e uno straordinario veicolo di marketing per vendere il prodotto Italia.

Mafia Capitale ha però cambiato l’immagine di Roma. Non teme che quella nube possa posarsi anche sul progetto Olimpiadi e impedire la necessaria legalità?

Abbiamo predisposto i giusti anticorpi. Come già ha fatto Milano con l’Expo, vogliamo dimostrare che si possono fare le cose in modo chiaro, trasparente e in piena legalità. L’attività del Comitato promotore e il nostro progetto sono consultabili da tutti i cittadini sul sito internet. Abbiamo costituito al suo interno un Comitato di garanti composto dai più autorevoli esponenti del mondo giuridico con il compito di vigilare su modelli, costi e procedure. E abbiamo un accordo con l’Autorità Anticorruzione di Cantone per la verifica delle gare d’appalto qualora l’Italia ottenesse i giochi. Detto questo, se la paura della corruzione dovesse paralizzare qualsiasi cosa, allora potremmo abbassare le saracinesche ai sogni e al futuro, l’Italia dimostrerebbe di non poter fare più nulla, e sarebbe il declino vero.

Negli anni Sessanta, quando Roma ospitò i Giochi, la Capitale aveva un forte appeal sugli stranieri. Lei crede che sia ancora una carta da spendere a favore di Roma 2024?

Assolutamente. È un altro dei punti di forza del nostro dossier la forza del brand di questa meravigliosa capitale: bellezza, cultura, arte. Quale altra città al mondo può offrire un palcoscenico così ineguagliabile, scolpito da 2.700 anni di storia? Basta immaginare per esempio le gare di beach volley dentro il circo Massimo, la maratona che si inerpica dalla Moschea alla Sinagoga per attraversare il centro storico e arrivare sotto l’arco di Costantino, o ancora la parata delle medaglie la sera dentro il Colosseo e poi i Fori Imperiali, Caracalla e tanto altro ancora. 

C’è un altro aspetto importante: i tre poli sportivi sui quali si concentreranno i giochi, Foro Italico, Tor Vergata e nuova Fiera di Roma, distano l’uno dall’altro trenta minuti circa, anche grazie alla realizzazione della corsia olimpica. Anche questa è un’opportunità che solo noi possiamo offrire. E ancora non va sottovalutato il network delle nostre città d’arte, vicine a Roma con l’alta velocità e facilmente raggiungibili: Firenze, Napoli, Pompei e così via. 

A questo proposito lei ha sottolineato più volte come il vostro progetto “metta al centro il tema dell’arte italiana nell’accoglienza e la capacità di portare in giro per il mondo la qualità della vita del nostro paese”. Può raccontare come pensate di coniugare gli aspetti strettamente legati allo sport al lifestyle italiano?

Quello che più attrae il turista che viene a visitare l’Italia sono certamente il nostro immenso patrimonio culturale e le nostre straordinarie bellezze paesaggistiche, ma accanto a tutto questo c’è anche l’aspetto, altrettanto importante, del nostro modo di vivere. È la cosiddetta way of life, una miscela, sapientemente dosata, di cultura, di arte dell’accoglienza, di empatia, di sorriso, di ottimismo, di buon cibo genuino e di eccellenza gastronomica, il tutto accompagnato da un clima che favorisce lo stare insieme all’aperto e la convivialità. Lo sport si immerge come un “vestito su misura” in tutto questo, perché in fondo promuove proprio questi valori.

Un altro tema sensibile è quello, una volta terminate le Olimpiadi, dei benefici per la città degli interventi strutturali previsti. 

È il tema fondamentale della legacy, ovvero la capacità di pensare il progetto in funzione della città e dell’uso che ne potranno fare i romani subito dopo i Giochi. Un punto che le nuove regole del Cio, la famosa Agenda 2020, esaltano ancora di più che in passato. Anche da questo punto di vista Roma 2024 ha le carte in regola. Se toccherà a noi faremo in modo che si ripeta quanto è successo con i Giochi a Roma nel 1960, un evento che ha segnato nella Capitale uno spartiacque sul piano urbanistico, viario e sociale, rendendo più bella e funzionale la città. 

Secondo lei quali sono le reali chance che Roma 2024 diventi realtà?

La candidatura di Roma è forte. Tanto quanto le altre. Per quello che ci riguarda presentiamo un’offerta vincente, cucita in perfetta aderenza alle regole del Cio. Oltre alla magnificenza di luoghi unici abbiamo la forza di un progetto trasparente, sul quale vigila un Comitato di Garanti, che si preoccuperà di lasciare in eredità al Paese un modello normativo di gestione amministrativa innovativo, di procedure operative e di standard contrattuali che potranno essere applicati anche per altre opportunità o eventi. Abbiamo una vision che esalta la forza del nostro stile di vita e della nostra accoglienza, che valorizza i valori di apertura all’altro, di universalismo e di coesistenza tra diverse culture. 

La nostra posizione geografica ci offre l’occasione per candidarci a rappresentare quel ponte di pace e di dialogo tra Nord e Sud che vuole ristabilire una geografia di sintesi in un’area frantumata dalla primavera araba e dal fondamentalismo, e ricostruire così, attraverso le Olimpiadi, una nuova centralità del Mediterraneo. Insomma, tutto questo e la forza di un progetto sostenibile, condiviso con tutte le forze della città, dagli ambientalisti alle scuole, dalle istituzioni alle imprese ci rende ottimisti. Ma il percorso è ancora lungo.

In effetti, le Olimpiadi sono sempre state considerate un’occasione di dialogo tra le nazioni, in un momento in cui il mondo ne ha più bisogno che mai. Pensa davvero potrebbero avere un ruolo anche in questo senso? 

Le Olimpiadi nell’antichità nascono proprio come momento di pace e di tregua dalle guerre, tanto che in Grecia per tutta la durata dei giochi venivano sospese le ostilità. Da sempre hanno incarnato i valori della fratellanza e dell’amicizia tra i popoli. Questo è lo spirito autentico con il quale si sono tramandate nei secoli. Oggi è il momento di rendere i Giochi davvero ambasciatori di pace. L’Italia, per la sua posizione geografica, al centro di un Mediterraneo squassato come dicevo prima da tensioni e guerre, si candida a rappresentare quel ponte di dialogo tra nazioni che è, tra l’altro, nelle corde naturali del Paese. Non per nulla abbiamo deciso, nel caso in cui l’Italia ottenesse le Olimpiadi, di far partire la fiaccola olimpica proprio da Lampedusa, piccola e coraggiosa isola al centro del Mediterraneo, che nel grande afflusso di emigrazione di questi anni ha assunto il ruolo di prima frontiera dell’accoglienza.