Girando per la città di giorno, i fronti urbani delle strade ci restituiscono esclusivamente l’immagine pubblica del vivere e dell’abitare. Soltanto all’imbrunire, quando le luci delle case si accendono, le finestre illuminate diventano interfaccia pubblica della vita intima e privata nascosta dietro alle facciate.
Space4Architecture, per la residenza urbana sulla 78esima strada a New York, sembra costruire il progetto a partire dalle relazioni tra interno ed esterno, tra dimensione pubblica urbana e quella intima e privata dell’abitazione. Il progetto concepito risponde all’esigenza della famiglia committente di conciliare l’abitudine ad abitare in un loft con il trasferimento all’interno di un edifico residenziale newyorkese distribuito su più piani e con vincoli urbani, strutturali e distributivi maggiori: il concetto di apertura e flessibilità tipico dei loft guida e orienta la ristrutturazione di una tradizionale palazzina residenziale dell’Upper East Side a New York. Sul fronte strada nulla sembra differire dagli altri edifici: la facciata stretta e scura a fianco alle altre è scandita da tre finestre per piano, misura dei moduli che compongono il tessuto urbano del quartiere. È solo internamente che il progetto si rivela come una trasformazione introversa e nascosta agli occhi esterni, ma dirompente. A cominciare dalla facciata verso l’interno dell’isolato: la tradizionale parete di mattoni e finestre è stata sostituita da travi di acciaio come marcapiano che incorniciano ampie vetrate in corrispondenza di ogni livello.
L’idea di loft come spazio completamente libero e permeabile tra i differenti livelli struttura la distribuzione degli ambienti, includendo anche lo spazio esterno all’interno del lotto. Quando la vetrata del piano terra è sollevata, il patio diventa parte integrante della casa, senza soluzione di continuità con l’area giorno a doppia altezza.
La profondità dell’edificio permette di dividere ogni piano in due aree - una verso strada, l’altra verso l’interno -, separate da un cuore centrale destinato ai servizi. La doppia altezza tra piano terra e primo in corrispondenza dell’area pranzo e del salone fanno dei primi due livelli un volume unico dove è possibile circolare senza barriere spaziali.
I tre piani superiori sono occupati da cinque camere da letto, di cui quella padronale occupa il quarto insieme a un piccolo studiolo. In copertura, una terrazza si affaccia sui tetti circostanti.
La dimensione interna nascosta e privata interagisce con la città attraverso visuali che si incrociano percorrendo i piani e salendovi attraverso: se verso strada gli scorci urbani sono incorniciati e limitati dalle finestre, verso l’interno la città diventa sfondo e scenografia dell’interno, dove dimensione pubblica e privata si fondono.

Immagini di Beatrice Pediconi
courtesy Space4Architecture