La villa sorge nella campagna sudoccidentale inglese, tra Oxford e Londra, in un territorio famoso per i suoi prati e boschi, e nasce da un lavoro di totale reintepretazione di una vecchia abitazione di inizio Novecento, completamente demolita per fare spazio alla nuova residenza. Il progetto sfrutta un’area in declivio in un paesaggio prevalentemente pianeggiante per nascondere la struttura della casa su un livello inferiore, con un appoggio a sbalzo. Un’area comune a pianta quadrata, l’unica delimitata da pareti in muratura, accoglie la collezione di oggetti di antiquariato e modernariato della committenza e costituisce il cuore del progetto, il principale luogo di ritrovo e condivisione per i componenti della famiglia. I due corpi principali, accostati a formare una V, si articolano a partire da quest’area in due diverse direzioni: un’ala della casa è riservata alle cinque stanze da letto con servizi privati, mentre nell’altra si susseguono le aree condivise di soggiorno e cucina.
La struttura, realizzata in ferro e vetro, dichiaratamente ispirata alle architetture di Mies van de Rohe, è scandita da un sistema di pannelli apribili che permettono di agire sull’apporto di luce naturale, di modificare la relazione con gli esterni e di spezzare la regolarità della composizione riprendendo un tratto caratterizzante delle opere dello studio. La copertura piana è quasi completamente verde, interrotta soltanto da bucature che permettono l’illuminazione zenitale degli ambienti.
L’utilizzo del vetro, la forma a forbice e il tetto verde sono tutti elementi che contribuiscono all’integrazione della villa con il paesaggio della campagna inglese, lasciando in evidenza i tratti ispirati alle residenze che in altri tempi sorgevano in quest’area, come il giardino circolare antistante, e nascondendo allo sguardo l’anima moderna.
La struttura esterna con pannelli in metallo è ripresa dal sistema di pareti mobili impiegato per gli interni, che permette di riconfigurare gli spazi passando da ambienti con lunghe prospettive che sconfinano sui prati circostanti ad altri, più intimi e raccolti. Il design degli interni è stato curato dagli architetti, che hanno disegnato per la residenza alcuni pezzi su misura, come l’ampio divano, il camino, i tavoli e le luci, in una commistione di stili, antico e moderno, che denota la conoscenza del contesto e l’attento lavoro di reinterpretazione in chiave contemporanea. Anche la piscina scoperta a sfioro, adiacente alla rotonda di accesso, è stata realizzata su disegno dello studio, mentre restano a ricordare il passato i vasi e le sculture già presenti sul sito, che punteggiano il giardino all’inglese.


Immagini di Matteo Piazza
courtesy Lazzarini Pickering Architetti