L’ampia trasformazione urbana milanese di Porta Nuova ha innescato una serie di operazioni minori, diffuse nei quartieri circostanti. Nel dedalo di strade intorno a Porta Garibaldi e Porta Nuova, la continuità delle cortine edilizie dell’isolato ottocentesco include e ingloba anche interventi più contemporanei, dove la città di oggi rinnova e sostituisce parti di quella di ieri, senza sovvertirne le regole ma rispettandole e innovandole. Il progetto da Westway Architects si inserisce nella cortina edilizia di via Montegrappa, tra via Melchiorre Gioia e corso Como. Il nuovo edificio è il risultato di regole urbane consolidate e innovazioni compositive, tipologiche e tecnologiche. Il processo di trasformazione si attua attraverso le operazioni di integrale demolizione del volume ottocentesco preesistente, per le condizioni di avanzato degrado, e di ricostruzione, in cui si delineano importanti scelte progettuali di riconfigurazione architettonica più che urbana.
Da un punto di vista funzionale, il progetto riprende la scansione tipica della città: la porzione commerciale si attesta al piano terra, la residenza ai piani superiori con 25 alloggi di diverso tipo e taglio dimensionale distribuiti attorno alla corte interna, i parcheggi di pertinenza ai piani interrati serviti da un sistema automatizzato con accesso dal prospetto principale di viale Montegrappa.
La composizione delle facciate esterna e interna evidenzia una scelta attenta al contesto da un lato, maggiormente vocata alla sperimentazione dall’altro. Il prospetto verso strada reinterpreta in chiave contemporanea i caratteri degli edifici adiacenti, allineandosi alla cortina edilizia e seguendo una tripartizione formale che si alleggerisce con l’altezza: in continuità con gli altri piani terra, nel basamento bugnato si susseguono le luci delle vetrine commerciali e la fascia intermedia a intonaco persegue la regolarità compositiva degli altri prospetti. Il coronamento diventa invece segnale distintivo di contemporaneità: il quinto e sesto livello si arretrano dal filo della facciata e una rilevante cornice in pietra inquadra la doppia parete vetrata che li caratterizza.
L’interno si articola in una molteplicità di soluzioni e di materiali: i sistemi frangisole a sviluppo verticale con lamine in acciaio verniciato, i parapetti in vetro trasparente, gli scuri in legno a libro, i balconi e gli aggetti, la piastra di connessione e circolazione pavimentata in legno nella quale si evidenziano due oculi asimmetrici attorniati da arbusti.
La tradizionale distribuzione a ballatoio viene sostituita da molteplici tipi di alloggio: dai bilocali, ai duplex, fino agli appartamenti più ampi, su via Montegrappa, dove la relazione con la corte rimane oggi come ieri l’invariante dell’abitare urbano a Milano.

Immagini di Moreno Maggi,
courtesy Westway Architects