Trasformare in “albergo di lusso” un palazzo romano dalle originarie funzioni amministrative, costruito all’inizio del XX secolo e situato nei pressi delle antiche Terme di Diocleziano, in fronte alla Stazione Termini. Il riferimento all’architettura magniloquente dell’edificio, tipica dell’epoca, induce a considerare necessaria la conservazione per gli esterni - di tono architettonico storicista - per il valore di simbolo nella sua caratterizzazione monumentale, mentre per gli interni alla conservazione di taluni ambienti,

in particolare gli spazi di rappresentanza, si accompagna un intervento trasformativo e di adeguamento svolto in modo dettagliato e puntuale, seguendo un iter pressochè stanza per stanza. Il progetto di trasformazione infatti deve rendere compatibili la preesistente conformazione degli spazi di un edificio amministrativo e l’assetto alberghiero, attraverso l’individuazione di una vasta serie di tipologie per stanze dell’ospitalità ad alto livello qualitativo. 

Nel progetto, temi ispiratori per fornire riconoscibilità all’albergo derivano dalla prossimità con le Terme e con porzioni delle prime mura urbane. Il trattamento delle acque per la salute e la possanza delle opere nell’arte del costruire nella civiltà romana esprimono caratteri di raffinatezza e solidità, cui riferirsi nell’odierno albergo. Nella trasposizione che il progetto compie, la presenza dell’acqua diviene un elemento ricorrente, ripercorrendo simbolicamente i percorsi d’igiene e di salute che le antiche terme potevano proporre, e la presenza della pietra - nell’assemblaggio e nelle finiture di superficie che consentono le tecnologie contemporanee - fornisce un’ulteriore cifra di distinzione qualitativa. 

Blocchi in pietra di onice permeano la sala d’accoglienza, in una composizione che valorizza il materiale e la percezione sensoriale, quasi tattile e luminosa, della profondità degli spazi, in una d’eleganza diffusa; pavimenti in pietra e decorazioni definiscono le stanze e le aree di circolazione all’interno dell’albergo. L’acqua: al livello di piano inferiore si situano la spa e il centro benessere, invogliando soste nelle tre piscine, in un’atmosfera soffusa di colori e di fluire delle acque; nelle tipologie delle stanze, che il progetto articola secondo molteplici esemplificazioni, per una categoria si prevede l’inserimento di una piccola “piscina”, che insieme alla parete “verde” denota il tono ricercato. Nella stessa direzione di definire spazi suggestivi e raffinati, il progetto interviene con elementi connotativi: il volume cilindrico per il bagno interno per una tipologia di stanze, l’arredo su disegno dello studio che interpreta ed esalta le caratteristiche degli spazi nelle differenti tipologie stanze. La presenza di fontane si fa notare, assecondando forse un altro richiamo storico, in ogni caso innestando un’ulteriore dimostrazione d’elaborato allestimento degli interni. Al centro della sala ristorante a piano terra, ambiente di notevole altezza in cui si dispiegano elementi decorativi conservati nell’opera di recupero, emerge un tavolo-fontana: un elemento decorativo di pregio, che unisce tecnologie e materiali nel progetto della qualità.

Immagini fornite da King Roselli Architetti